Carezzare l’anima

carezzare-lanima

Fu burrasca

e non sapere dov’ero finita.

E strazio.

E non capire.

Ora la cura.

Ora un nuovo equilibrio

pieno di dubbi

domande

paura di sbagliare.

Stasera non voglio confusione

né rumore

o affanni inutili.

C’è una nuova consapevolezza.

È necessario carezzare la propria anima,

proteggersi,

nutrirla di persone, sentimenti, azioni belle.

Il resto vien da sè.

E spero sia grandioso!

Nodi

Nodi

al pettine.

Arrivano.

Inesorabili.

Non c’è rifugio

angolo

cantuccio sicuro

in cui rintanarsi.

La vita chiede il conto.

Di una spesa non mia,

per altro.

Non mi resta che rispondere:

presente!

A testa alta

(e cuore gonfio)

come al solito!

“Amarezza…

per favore, vai viaaaaa!!!”

 

nodo

Son inciampata in un buon libro!

Andarsene, era questo che papà sapeva fare meglio, andarsene ma anche tornare, come un soldato sempre in guerra, giusto il tempo di radunare le forze per andarsene una volta ancora.

 

Non è possibile ricominciare da capo, lo liquidava mia sorella, andarsene è da codardi.

 

Sì, ci sono persone a cui una vita sola non basta.

 

Tu, d’altra parte, hai portato con te pochi ricordi: i diari delle spedizioni, vecchie lettere, non più di dieci foto e questo è tutto. Eviti di riguardarle, l’ultima cosa che vuoi è restare ancorata a luoghi che non esistono più e le foto, i diari e le lettere sono proprio la dimostrazione e la prova che non esistono più. Dovresti nasconderli meglio, forse dovresti disfartene. Sarebbe la cosa più coerente e necessaria, ti aiuterebbe a liberartene del tutto. Eppure non lo fai, perché non sei ancora capace di farlo. Forse non lo sarò mai, pensi. Pensi anche che sia possibile comprendere solo gli altri, e forse nemmeno questo.

 

Non siamo più straniere, ricordo che pensai anche, abbiamo un passato qui e non lo siamo più.

 

La realtà era la gente che si metteva insieme e si riproduceva e permetteva così che le bugie del mondo continuassero a funzionare.

 

Non è vero che la memoria è un posto sicuro. Anche lì le cose si deformano e si perdono. anche lì finiamo per allontanarci dalle persone che più amiamo.

 

Ecco. Volevo regalare a voi tutti alcune frasi da un libro che è stato un regalo in sé scoprire e che quindi voglio condividere. Perché inciampare in un buon libro non è poi così facile. Perché ancor più difficile è trovare una storia interessante, perché un libro che nella sua trama intessa anche la Storia con la esse maiuscola e lo faccia in maniera naturale, quasi senza farsene accorgere, sfiora la maestria, profuma di talento.

E allora buona lettura a tutti: andate nelle librerie quelle belle, quelle che hanno anche (e soprattutto) editori indipendenti, fatevi un giro tra i loro scaffali e fatevi catturare da mille altri titoli, sensazioni, emozioni, ma quando il libraio in questione vi chiederà se avete bisogno di qualcosa, rispondete senza esitazione: cerco Andarsene di Rodrigo Hasbún, SUR. Se sorride alla vostra richiesta, gli compare rapida una scintilla negli occhi e non ha esitazioni quando si dirige allo scaffale per porgervelo, sicuro, lo avrà letto.

 

Andarsene

 

Non dirò né voglio dire di più, ma se volete qualche informazione aggiuntiva, eccovi il link al sito della casa editrice, in cui se ne parla più diffusamente.

Le due me

due me

Nel corpo echi di mio padre
nei gesti e pensieri riverbera mamma.
Gli occhi grandi
scuri abissi in cui io stessa affondo.
La complessità di un mare in tumulto.
Sempre in lotta le due me,
combattenti.
A fronteggiare
paure
inadeguatezze
il vissuto e il da vivere.
In prestito pochi sogni,
ma grandi.
La fantasia dei colori delle forme
con cui mi vesto e travesto.
Per rinfrescare ogni nuovo giorno.
Per non far vincere questa pesantezza
che oggi sembra sprofondarmi al centro della terra.

Ma finalmente viva!

Vagavo sospesa.

Hai bussato.
Io ho sentito risposto aperto.

Ci siamo scambiati le solitudini,
impacciati abbiamo tentato qualcosa
che non ha preso il volo.

Ma tutto da lì è iniziato.
Il sentire
il vedere
una nuova consapevolezza.

Ritentando
una vita dimenticata
lì a un passo,
ma troppo soffocata
dai mille doveri dovuti.

Ed è stata sorpresa
il risveglio,
come non capitava da secoli,
ed è stata meraviglia
riscoprire tutti i piccoli attimi
di cui è composta una giornata.

Poi tu la tua strada
ed io la mia.

Ma la grandezza del regalo ricevuto
non la so definire a parole.

Come un sussurro,
alito di vento che interrompe un sonno agitato.
Al risveglio scombussolata
disorientata,
ma finalmente viva.

Grazie!

vita!

A volte

A volte accadono cose nella vita piccole ma grandi.

Tipo essere sedute ad una tavolata di amiche e parlare quasi per caso del blog che un tempo gestivamo con assiduità, ma che poi, per una serie di cose…

S’è perso. Come forse, in buona misura, s’era persa la compilatrice del medesimo. Bene, in questo preciso momento storico nulla evidentemente cade più a fagiolo, perché come da scossa elettrica mi sento spinta a scrivere nuovamente su questo mio blog ahimè trascurato, e mi sento di rinverdire una tradizione su cui non ho promesse. Non dico che sarò assidua, non dico che ci sarò ogni giorno, non dico niente, ma comincio a gettare il mio sassolino nel mare, consapevole che questo magari sarà un piccolo splash, che però magari ne porterà successivi, e poi ancora, e poi di nuovo a venire, creando un moto ondoso degno di nota.

Per riprendere l’abitudine con cui salutavo quotidianamente con un estratto di libro che coglievo come frutto maturo e succoso dalla pianta, vi donerò una frase che mi è stata regalata da chi l’ha pensata e scritta: l’eccezionale Annie Ernaux, autrice de Gli Anni, da cui cito la frase (e che vi consiglio caldamente di leggere): Il futuro è troppo immenso perché lei riesca a immaginarlo. Arriverà, tutto qui.

Con questo vi do la buonanotte. Con la speranza di risentirci presto!

 

gli anni